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LO STUDIO IMT SULLA MEDITAZIONE: UN SUCCESSO

Domenica, 23 Febbraio, 2020

Meditare aiuta a ad abbattere ansia e stress, con benefici per il cervello. Lo conferma un nuovo studio della Scuola Imt Alti Studi Lucca, che rivela come i benefici che molte persone attribuiscono alla pratica della meditazione, come la riduzione dell'ansia e dello stress, siano accompagnati da specifici cambiamenti nel cervello, rivelati con la risonanza magnetica cerebrale. Nello studio, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista internazionale Brain and Cognition, vengono esaminati gli effetti della Meditazione Trascendentale, una tecnica di rilassamento che consiste nella ripetizione silenziosa di un particolare suono senza significato, un «mantra» personale affidato dall'insegnante. Grazie alla David Lynch Foundation, alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e all'Istituto Superiore d'Istruzione Sandro Pertini, è nata alcuni anni fa una delle prime esperienze di meditazione in ambiente lavorativo e scolastico, il Progetto 'Quiet Time - Meditate Lucca'. Nello studio, condotto dal Molecular Mind Lab (MoMiLab) della Scuola IMT, 34 giovani volontari sani sono stati suddivisi in due gruppi: il primo che ha praticato per tre mesi la Meditazione Trascendentale ogni giorno, mattina e sera, in due sedute da venti minuti ciascuna; il secondo ha mantenuto inalterate le proprie abitudini di vita. All'inizio dello studio, i ricercatori hanno misurato tramite test psicometrici i livelli di ansia e la capacità di gestione dello stress di ciascun partecipante; i volontari sono stati sottoposti a un esame di risonanza magnetica funzionale a riposo, che consente di visualizzare l'attività nervosa e di misurare la connettività funzionale tra le aree del cervello. Dopo tre mesi sono stati ripetuti sia i test psicometrici sia la risonanza magnetica funzionale. Il risultato? Sorprendente. «L'analisi dei dati ha mostrato che i livelli di ansia e di stress percepito si erano significativamente ridotti nella maggior parte dei meditatori, ma in nessuno dei soggetti di controllo», spiega Giulia Avvenuti, allieva di dottorato della Scuola IMT e primo autore dello studio.

Uno studio che, tra l’atro, è stato ripreso da molte importanti riviste (vai alla rassegna > https://www.fondazionecarilucca.it/sites/default/files/pdf/rassegna_stam...) interessate ai temi delle neuroscienze e non solo, a conferma del grande interesse per questo tema e di come, ancora una volta, le ricerche della Scuola IMT abbiamo toccato un argomento cruciale, meritevole dunque di ulteriori approfondimenti.