Il report completo dell’indagine Demopolis sugli under 20 della provincia di Lucca

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È possibile consultare il report completo QUI

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da eventi di portata globale che hanno inciso profondamente sugli equilibri personali, sociali ed economici del nostro territorio e dell’intero Paese. Anche la generazione che, in questo periodo, ha attraversato il delicato passaggio dall’infanzia all’adolescenza non è rimasta immune a tali sconvolgimenti. Per molti giovani, in effetti, questi eventi hanno rappresentato l’orizzonte formativo ed esperienziale entro cui si sono costruite identità, relazioni, aspettative e visioni del futuro. Fra i più giovani, gli esiti di questo periodo anomalo e turbolento hanno attivato forme di reattività diverse, talvolta inedite, che interrogano il mondo adulto, le istituzioni educative e la comunità nel suo insieme.

In coerenza con le finalità istitutive della Commissione Giovani, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha commissionato all’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis un’indagine demoscopica che fosse in grado di restituire il reale sentiment di questa porzione della comunità locale. Attraverso un articolato percorso di indagine condotto con metodi quantitativi e qualitativi, la ricerca si è concentrata su una generazione che si prepara a compiere scelte decisive rispetto alla propria realizzazione personale, formativa e professionale: gli under 20 della provincia di Lucca, nello specifico i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Con oltre 1.280 intervistati, il progetto di ricerca si è proposto di restituire profondità analitica a un segmento sociale troppo spesso raccontato attraverso categorie semplificanti e stereotipate. Un’indagine che si prende il tempo di analizzare tutti gli ambiti di maggior rilievo all’interno della galassia giovanile e fa emergere tendenze e aspetti che spesso vengono trascurati o erroneamente banalizzati.

IN QUALI VALORI CREDONO OGGI I RAGAZZI? Tra i risultati che suscitano più interesse, sicuramente l’attenzione nei confronti del benessere personale, lo star bene con se stessi fisicamente e a livello psicologico, che 8 ragazzi su 10 indicano come aspetto fondamentale della propria vita. Insieme alle amicizie (86%) e alla famiglia (85%), che svettano sul podio dei valori irrinunciabili, tre quarti del campione annovera fra le “cose importanti dell’esistenza” le passioni come la musica e i viaggi (più dell’amore, che ha il 67% di citazioni), il 55% segnala “carriera e successo” come più rilevanti di scuola e istruzione (48%) e del lavoro (43%), per non parlare del fanalino di coda: l’impegno politico, indicato da appena l’8%. Secondo i ricercatori, su questo aspetto c’è un nesso causale che però sfugge ai ragazzi – anche perché non individuato né “sanato” dalla comunità degli adulti – ovvero che l’individualismo sotteso alla ricerca del personalissimo benessere può essere anticamera della solitudine e del disagio; l’antitesi del benessere.

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UNO SGUARDO AL FUTURO

Parlando di futuro, si percepisce un substrato di costante incertezza: cosa aspettarsi dai prossimi anni è ragione di preoccupazione per il 70% degli under 20 (dato nettamente superiore rispetto alla media nazionale), che soprattutto temono per la propria salute fisica o mentale (58%), ma anche la solitudine (40%), con un trend che Demopolis ha rilevato in crescita continua a partire dal periodo Covid.

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Complice la difficoltà ad immaginarsi in un ruolo lavorativo sul territorio, gli adolescenti, oggi, rivolgono lo sguardo verso l’estero: appena un quinto si immagina ancora sul territorio fra 10 anni, mentre il 33% prevede di lasciare l’Italia, dato in linea col sentiment che vede 4 intervistati su 10 nutrire sfiducia rispetto al proprio domani nel Paese.

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Più defilate le aspettative su l’amore della vita (64%), costruire una famiglia (63%), avere una casa di proprietà (52%) e meno della metà del campione pensa alla possibilità di avere figli. Decisamente risposte rivelatrici di comportamenti adattativi e meccanismi di elaborazione e di reazione all’assenza di certezze. In poche parole, di fronte al panorama individuale e collettivo attuale ragazze e ragazzi definiscono un sistema di credenze e valori ‘aggiornato’ su reali aspettative sui temi del futuro e dell’avvenire occupazionale.

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IL NODO DELLA SICUREZZA

Anche il tema della sicurezza svela qualche sorpresa insieme, forse, a qualche incoerenza perché, sebbene i luoghi frequentati in provincia di Lucca siano ritenuti sicuri dai tre quarti dei ragazzi e solo un quarto dei rispondenti definirebbe insicuro il territorio, il 48% di loro racconta la paura di essere vittima di episodi di molestie, violenza o bullismo, proponendo dati che fra le ragazze superano nettamente la maggioranza assoluta di citazioni (75%).

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GIOVANI E TECNOLOGIA

Lo sguardo sospettoso degli adulti nei confronti delle tecnologie digitali e delle modalità d’uso adottate dai giovani alimenta il gap generazionale che si manifesta attraverso l’espressione di giudizi e pregiudizi che spesso non colgono la profondità del tema. A dispositivi e piattaforme oggi i più giovani si appoggiano come ad una infrastruttura cognitiva, capace di incidere sul vissuto emozionale e percettivo, e di amplificarlo. Negarne la centralità con lo sguardo giudicante adulto oggi rischia solo di dilatare le distanze di pensiero. Da questa analisi emergono tuttavia anche significative opportunità: la divergenza evidenziata non è insormontabile e può essere colmata attraverso la promozione di nuovi strumenti e linguaggi efficaci, capaci di entrare in reale sintonia con i giovani, affiancati dall’impiego di approcci basati sulla peer communication (comunicazione tra pari) e sul peer tutoring (tutoraggio tra pari).

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L’EMERGENZA CLIMATICA

Allargando lo sguardo oltre l’orizzonte del mondo scolastico e familiare, suscita preoccupazione – almeno a parole – il tema della crisi ambientale: complessivamente, il 44% degli intervistati segnala un incremento della propria sensibilità ambientale, a fronte di una diffusa preoccupazione per gli effetti del cambiamento climatico che coinvolge oggi il 72% dei giovani. Tuttavia, tale consapevolezza si traduce solo parzialmente in comportamenti concreti: meno di 4 giovani su 10 dichiarano di essere disposti a scegliere prodotti rigenerati, anche in ambito tecnologico, a privilegiare acquisti alimentari a chilometro zero (39%) o a utilizzare mezzi di trasporto sostenibili (37%). Non sorprende, dunque, che il confronto sui temi dell’emergenza ambientale, emerso nei focus group, abbia restituito la presenza di posizioni frammentate e contraddittorie.

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